Qigong

da  "Zhineng Qigong. Manuale completo di teoria e pratica di Qigong"

Vito Marino e Ramon Testa

Nuova IPSA (2007)

ISBN 887676352X
 


Il Qigong è praticato, con nomi diversi, in Cina da migliaia di anni, allo scopo di prevenire e curare le malattie, per migliorare e rendere la vita quotidiana più piena e soddisfacente, per migliorare le performance fisiche e psichiche negli ambiti lavorativi e marziali.
Il Qigong è profondamente diverso dalle altre arti della salute, della cultura fisica, e dagli sports. Nel Qigong l’attenzione è posta all’interno del corpo e all’ambiente esterno, e non vi è alcuno spirito competitivo. Il Qigong migliora la coordinazione e scioltezza, affina la coscienza, regola la respirazione, coltiva la “virtù” (“de”). Queste azioni sono promosse dalla mente che, come si dice nel Qigong, “muove l’energia che a sua volta muove il corpo”, il tutto con accento sullo stato di rilassamento. Il Qigong può ridurre il consumo di energia corporea e regola le attività fisiologiche.
Il concetto di “energia”, “qi” in cinese, è uno dei più importanti tra quelli fondamentali legati alle pratiche della salute. Qi si può tradurre con “energia”, “energia vitale”, “forza vitale”, “energia elettromagnetica universale e individuale”. Nel pensiero cinese si crede che il Qi permei l’universo e che tutte le cose dell’universo siano diverse manifestazioni del Qi.


Il Qigong e sua differenza con altre pratiche fisiche.

In un censimento del gennaio 1988 è stato calcolato che circa 20 milioni di cinesi praticassero Qigong. Sempre secondo censimenti e dati di diversi studiosi, sono presenti in Cina da 3.000 a 40.000 scuole di Qigong, per un totale di almeno 470 metodi differenti. L’Istituto di Ricerca in Qigong della Facoltà di Medicina Tradizionale Cinese di Shanghai afferma che sorgono più di 350 scuole nuove di Qigong ogni anno, una trentina sono attualmente riconosciute a livello nazionale, molte sono riconosciute solo a livello regionale, altre ancora hanno una diffusione solo locale.
In ogni tipo di Qigong ci sono tre componenti essenziali: postura e movimenti, tecniche respiratorie, visualizzazione e concentrazione.
Questa pecularietà può essere meglio capita prendendo come esempio e termine di paragone una pratica molto conosciuta e largamente diffusa sia in Cina che all’estero, il Taijiquan. Il Taijiquan è al tempo stesso un’arte marziale, una ginnastica psicofisica e un metodo di sviluppo personale. Esso comprende metodi di movimento e di respirazione, ma a queste condizioni non si può definire Qigong. Ma se nella sua pratica si aggiunge, per esempio, una visualizzazione per cui si pensa di fondersi con la natura, o la concentrazione su determinati punti del corpo, allora diventa Qigong (“movimento”, “respirazione”, “concentrazione”). Ancora, i praticanti di agopuntura o tuina che si muovano attorno al corpo del paziente in modo “centrato”, respirino in modo regolare, e visualizzino il percorso dell’energia nei canali e la concentrazione di essa in determinati punti, allora si possono definire dei praticanti di Qigong. Anche alcuni metodi di preghiera si possono considerare una forma di giqong, perché si praticano in una determinata postura, il respiro diventa regolare e calmo, vi è una visualizzazione.
In conclusione, tutte le attività in cui si regolino postura, respirazione e visualizzazione si possono considerare una forma di Qigong.

Il Qigong si può considerare anche un aspetto della Medicina Cinese, in quanto sviluppa la coordinazione di diversi patterns respiratori con varie posture e movimenti, il che può provocare determinati effetti terapeutici e preventivi. D’altra parte, varie forme tradizionali di Qigong sono strettamente correlate con le arti marziali Cinesi, e ne costituiscono una parte dell’allenamento.

La scienza del Qigong è una scienza al tempo stesso antica e giovane.
Componente essenziale della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) nel suo aspetto di Qigong medico, ne rappresenta in maniera specifica la “medicina psicosomatica”, attraverso lo studio e l’abilità raggiunta (gong) nel muovere l’energia vitale (qi).
Il Qigong ha come obiettivo il miglioramento della salute, il rafforzamento della costituzione e lo sviluppo delle capacità latenti dell’essere umano, attraverso un percorso di armonizzazione e di equilibrio tra gli organi interni e di sviluppo di un sistema di autoterapia. Altri effetti della pratica sono l’aumento della resistenza al freddo, al calore, alla fatica e alla fame.

Il Qigong è una disciplina sperimentale, pratica, non soltanto intellettuale. Lo si deve praticare per apprezzarne realmente gli effetti.
Gli esercizi sono introdotti in modo graduale, e l’esperienza dimostra che i migliori risultati si ottengono praticando pochi esercizi, e affiancandone altri solo dopo un periodo di pratica sufficiente per padroneggiare i primi.
Il primo passo è quello di raggiungere uno stato di rilassamento profondo, senza però entrare in trance; in altre parole, la coscienza resta perfettamente lucida, ma la mente è focalizzata su una sola attività, su un solo punto. Non ci dovrebbero essere distrazioni, pensieri depressivi o preoccupazioni. Attraverso questo stato d’animo si passa ad una sensazione di piacevole tranquillità e benessere. Bisogna aggiungere che in alcune Scuole di Qigong il raggiungimento di uno stato di fatica anche notevole, e il suo superamento, sono usati e finalizzati al raggiungimento di un grado superiore di “volontà” e determinazione che permette una pratica più assidua.
Persone di qualunque età possono praticare il Qigong, sviluppando un maggiore vigore e mantenendo una migliore salute.